DOCENTE • DIVULGATORE • CONSULENTE • ARTISTA
Beatrice Gaggiotti
Sono una docente, una divulgatrice, una consulente… e anche un’artista – ovvero una persona che lavora con le arti.
Le arti di cui mi occupo sono Pittura, Architettura, Musica, e Letteratura, e nel 2016 ho fondato la mia scuola (online e offline) per poterle insegnare utilizzando il Metodo NeuralLearning™ di mia creazione.

Disegno, pittura, architettura, musica, e letteratura sono le arti che ho studiato, all’università e in conservatorio, e che sono poi diventate il mio lavoro.
E tuttavia, ben presto, nel mio percorso di studi e nella mia carriera lavorativa, mi sono resa conto di due cose: la prima è che non esiste un metodo di studio per le arti, e la seconda è che le arti possono veramente cambiare e anzi migliorare la mente e le capacità cognitive di ciascuno di noi.



La prima cosa di cui mi sono reso presto conto, già quando studiavo all’università e al conservatorio, è che non esiste un metodo di studio per imparare le arti, che siano esse disegno, musica, o scrittura.
Infatti, se è vero che all’interno di un percorso strutturato come quello accademico sono senz’altro presenti materie storiche e teoriche (alle quali, però, spesso non si dà né l’importanza che meriterebbero né la giusta direzione perché siano veramente utili), è altrettanto vero che nessuno insegna agli allievi come imparare: l’unico sistema che viene utilizzato è il famigerato “rifai finché ti riesce“.
Rifai, rifai, rifai; ripeti, ripeti, ripeti. Nel disegno, nella musica, nella scrittura.
Rifai e ripeti, finché “ti viene“, finché “ti riesce“, finché “lo impari“.
E allora ecco investire ore e ore ogni giorno e, a volte, anche ogni notte: a rifare e rifare, a ripetere e ripetere, sperando che, prima o poi, “riesca”. Ma se, alla fine di tutte queste ore di studio, non “ti riesce” che si fa?
Allora lo studente si sentirà dire che, se non riesce, significa che non ha talento, e che è meglio che lasci perdere.
Ma è davvero solo il talento ciò su cui basare lo studio di un’arte?
Ciò non mi ha mai convinta, per varie vicissitudini che ho vissuto e che ho visto vivere ai miei colleghi. Il famigerato sistema del “rifai finché ti riesce” dà tantissimi problemi senza dare i risultati sperati, e il talento non è affatto la conditio sine qua non per poter riuscire nello studio di un’arte.



E allora, già durante i miei studi, ho cominciato a interessarmi di psicologia e di neurologia, finendo a studiare collateralmente, per conto mio, neuroscienze.
Non sono un medico, e il mio lavoro non è fare il medico, e tuttavia studiare il cervello mi ha aiutato (e mi aiuta ancora) a capire come le persone imparano, come tutti noi impariamo, e come comunicare. Ed è stato questo che mi ha permesso di sviluppare il mio Metodo di studio e di insegnamento pensato proprio per le arti ma in realtà applicabile a qualunque studio, che ho chiamato NeuralLearning™
Per questo nel 2016 ho aperto la mia scuola, la mia accademia: per insegnare le arti proprio con il mio metodo, e permettere a chiunque di raggiungere i propri obiettivi.
Ho chiamato la mia scuola “Ars Accademia Delle Arti“, dove “Ars” è la parola latina che significa “Arte”, ma in un modo molto più completo: ars significa arte nel senso si saper fare, nel senso di sapienza, cultura, progetto, tecnica, pensiero, e abilità.



E la seconda cosa di cui mi sono resa conto è che man mano che creavo, affinavo, strutturavo e, ovviamente, applicavo il mio Metodo NeuralLearning™ sia su di me che sui miei allievi, notavo come le arti – se studiate e approcciate con un metodo specifico – possono veramente rivoluzionare le capacità cognitive di adulti e bambini.
Le arti, infatti, possono aiutare il cervello a rimanere giovane, possono aiutare la memoria, possono aiutare le capacità cognitive e comunicative, possono aiutare a rilasciare lo stress e prevenire il burnout, possono formare disciplina, e possono aiutare nel miglioramento personale.
E, inoltre, possono formare anche le cosiddette soft-skills (o competenze trasversali), oggi richiestissime nel mondo del lavoro e dal 2024 riconosciute come formazione d’obbligo grazie a un Disegno di Legge approvato dal Parlamento Italiano.
https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?tab=datiGenerali&did=57412
E proprio da qui è nato un mio progetto specifico, che utilizza le arti proprio per formare le soft-skills, o competenze trasversali/ non cognitive, nei professionisti e in chiunque ne faccia richiesta.



Io credo fortemente che le arti, la cultura, e il sapere possano migliorare ciascuno di noi. E se ciascuno di noi può diventare una persona migliore, la società diventerà migliore e potrà progredire verso l’assetto di quello che, fin dall’antichità, è stato sognato come un mondo ideale.





